Anche Cuba si affaccia al web.
Dopo anni di chiusura al mercato dell’elettronica imposto da Fidel Castro, il fratello Raul si è deciso ad aprire questo spiraglio nel proprio paese. Sino ad oggi è stato vietato l’utilizzo persino del forno a microonde, ma adesso chissà che mangiate!!
In realtà Cuba è già dotata di una rete intranet locale, ma controllata dal regime, da Ramiro Valdés, il quale controlla e dirige le comunicazioni. L’avvento del pc potrebbe rappresentare un enorme cambiamento, ma dato che non esistono istituti di credito (si paga cash), chi potrà permettersi quelli che Fidel Castro definiva il diavolo tecnologico che avrebbe contaminato le menti degli abitanti dell’isola.
Non è il computer, il forno o l’antenna parabolica. Quello che ha fatto Raul è aprire le porte e lasciare che i cubani escano, che si rendano conto di cosa c’è fuori, potrebbe rappresentare un cambiamento più profondo, potrebbe ridare la terra ai contadini, potrebbe creare l’attività imprenditoriale. Giusta o sbagliata che sia.
Forse l’unico angolo rosso rimasto al mondo ha ceduto.
A questo punto viviamoci Cuba 2.0
Lapilli nr.29 - Dicembre 2011
venerdì 14 marzo 2008
Benvenuti a Nuova Cuba
Pubblicato da
faustidio
alle
15:17
Etichette: cuba, internet, raul castro
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6 commenti:
Aspettiamoci a breve i primi service pack e le varie patch salva-errori!
@nemo: non so se si potrà risolvere. Molte volte per eliminare il virus si deve formattare...
E' il primo passo verso la libertà di espressione e di fruizione delle informazioni.
Anche se è stato scelto di "liberalizzare", il mezzo di comunicazione pù democratico al mondo:
IL web.
come ho scritto, spero che sia il primo di molti passi, cha condurranno ad un benessere sociale, in primo luogo.
Dubito possa essere un passo avanti, non è tanto l'apertura, quanto il possibile utilizzo da parte dei cubani, che a mio avviso ne limita gli effetti. Sarà una vera Rivoluzione? Io sarei cauto a riguardo, giudicheremo i passi successivi.
Scusate, non volevo essere anonimo ma sono ai primi passi....
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