Potevano mancare gli avvoltoi al momento dell’epilogo della triste vicenda di Eluana Englaro? Ovviamente no. Eppure da anni il padre di Eluana lotta per liberare la figlia, che da 16 anni non-vive con un sondino che le porta cibo e acqua in un corpo spento e imbottito di farmaci. Dove fossero questo e i precedenti governi, genuflessi al sacro-romano-impero-vaticano, quando si trattava di porre all’ordine del giorno il tema del testamento biologico non è chiaro. Ora che la magistratura si è pronunciata, in assenza di una legge che regoli la materia, non resta che strumentalizzare, avrà pensato Silvio. Attaccare la Costituzione, ben sapendo che un decreto emesso dal governo per annullare una sentenza di un giudice è incostituzionale, come ha ricordato Napolitano, che della Carta è custode. Usare Eluana per avvertire il Colle che chi comanda è lui.
Il resto è il solito squallido contorno di esternazioni del premier-medico (“Eluana non è in morte celebrale perché respira ed è autonoma, e potrebbe in ipotesi anche avere un figlio”) e del premier-cabarettista che si augura di “fare in tempo” con la legge, ora che l’alimentazione è stata sospesa, perché “una persona normale sta due o tre giorni senza mangiare e bere. Pannella ne sa qualcosa”.
Più in basso di così si può?
Lapilli nr.29 - Dicembre 2011
domenica 8 febbraio 2009
Il volo degli avvoltoi
Pubblicato da
El Barto
alle
23:31
Etichette: berlusconi, eluana, satira, testamento biologico
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2 commenti:
Claudio! Mi hai preceduto di un attimo...stavo per postare un articolo anch'io e,se avessi avuto il tempo, avrei scritto un editoriale sull'argomento, che mi tocca e mi indigna molto. Purtroppo è in pericolo la nostra Cotituzione perchè è chiaro che la strumentalizzazione di Silvio è finalizzata a distruggere i capisaldi della nostra democrazia! Siamo di fronte a un gaudente privo di qualunque scrupolo etico, che ha colto l'occasione usando come capro espiatorio la famiglia di Eluana,per perseguire i suoi bassi fini politici. Sono disgustata...
Giuliana
Mi preme solo di ricordare gli altrettanto drammatici casi di Piergiorgio Welby e Luca Coscioni.
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