La stupidità non ha confini.
L'avarizia, la voglia di possedere sempre di più, il denaro, denaro, denaro, ricchezza, stra-ricchezza, stra-potere.
Che schifo che facciamo! Mi vergogno di essere un uomo.
Dopo 19 anni è stato autorizzato, nuovamente il commercio di avorio.
Come se prima non esisteva tale giro d'affari. A qual punto si è pensato bene di autorizzare la cosa e guadagnarci con le tasse.
Non voglio scagliare un'altra pietra su un paese che negli ultimi mesi è stato sotto torchio dalla stampa mondiale, ma leggendo qui e lì, si evince che dalla Cina arriva la maggior richiesta. I beni di lusso sono diventati appetibilissimi e ricercati. Ma che cavolo c'entrano gli elefanti? L'Eia ha reso pubblico un rapporto del governo cinese che dimostra come nell'arco di dodici anni Pechino abbia perso le tracce di 121 tonnellate di avorio, una quantità equivalente alle zanne di 11mila elefanti.
Lapilli nr.29 - Dicembre 2011
lunedì 14 luglio 2008
Addio Elefante
Pubblicato da
faustidio
alle
19:36
Etichette: avorio, cina, elefanti, estinzione
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4 commenti:
Compriamoci un'ottima borsa di pelle, allora! :)
quoto. Di fronte a queste coopse 1) preferisco la preistoria 2) auspico un diluvio universale. ma senza noè...
Ciao, sono rientrata da poco dopo un periodo di assenza di oltre un mese e stò facendo un giro per salutare tutti i vecchi amici. Maria
... meno elefanti per tutti. Rimarrà al mondo solo un elefante, il più bello di tutti, il LIOTRU!
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